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CHI COMANDA I MEDIA – Effedieffe edizioni – 2005

Michael Eisner per la Walt Disney Company
Michael Eisner per la Walt Disney Company

Riporto qui di seguito un interessante articolo dal sito della Effedieffe Edizioni, datato 22 giugno 2005. L’argomento centrale credo risieda tutto nel titolo del post. Ovviamente fissa riferimenti precisi all’amministrazione dell’azienda di Michael Eisner (mentre l’attuale è di Robert A. Iger).

Lo studio “riservato” dell’Unione Europea, redatto allo scopo di fornire nuove definizioni di “antisemitismo” come delitto penalmente perseguibile, pubblicato sul sito del parlamentare europeo Daniel Cohn-Bendit, individua tra gli “esempi contemporanei di antisemitismo il fare allegazioni mendaci, disumanizzanti, demonizzanti o stereotipe degli ebrei come tali o del potere degli ebrei come collettivo, come, specificamente ma non esclusivamente, il mito […] che gli ebrei controllino i media, l’economia, il governo o altre istituzioni sociali.”

Per esempio sarà reato dire che AOL-TW fu creata quando la America On Line (AOL) acquistò la Time Warner per 160 miliardi di dollari nel 2000 e che l’unificazione delle due società mise insieme Steve Case (non-ebreo e allora presidente) e Gerald Levin, ebreo, l’allora amministratore delegato?

Sarà reato ricordare che nel 2001 Gerald Levin, che era già stato presidente della Time Warner ed era diventato amministratore delegato della AOL-Time Warner, licenziò Ted Turner, amministratore della Turner Broadcasting, società venduta alla Time Warner, sostituendolo temporaneamente con Robert Pittman (non ebreo) e poi con Walter Isaacson, un ebreo che era stato trasferito dalla sua posizione nella Time inc. a dirigere l’azienda creata dal nulla da Ted Turner?

La AOL TIME WARNER, il cui logo stilizzato rappresenterebbe il Delta luminoso di massonica memoria, presente anche sul biglietto da 1 dollaro, non è un’azienda qualsiasi, non è nemmeno solo una grande azienda, non è nemmeno solo un colosso dei “media”, è il primo raggruppamento al mondo nell’ambito dei media.

Controlla varie case editrici tra le quali Time-Life International Books, Time-Life Education, Time-Life Music, Time-Life AudioBooks, Book-of-the-Month Club (sia la divisione bambini che quella adulti), Paperback Book Club, History Book Club, Money Book Club, HomeStyle Books, Crafter’s Choice, One Spirit, Little Brown, Bulfinch Press, Back Bay Books, Warner Books, Warner Vision, The Mysterious Press, Warner Aspect, Warner Treasures, Oxmoor House, Leisure Arts, Sunset Books e TW Kids.

La AOL-TW controlla poi le seguenti TV via cavo e satellitari: Cinemax, Time Warner Sports, HBO (7 divisioni americane e 6 internazionali), CNN (10 divisioni in tutto il mondo), Time Warner Cable, Road Runner, Time Warner Communications (servizio primariamente telefonico), New York City Cable Group, New York 1 (una specie di CNN dedicata esclusivamente all’ area di New York), Time Warner Home Theater, Time Warner Security (video monitoring), Court-TV (in comproprietà con Liberty Media), Comedy Central (in comproprietà con Viacom) e Kablevision (Ungheria).

La stessa società controlla i seguenti canali TV e studi cinematografici: Warner Brothers, WB studios, WB Television (produzione, animazione e reti), Hanna-Barbera Cartoons, Telepictures Production, Witt-Thomas Productions, Castle Rock Entertainment, Warner Home Video, WB Domestic Pay-TV, WB Domestic TV Distribution, WB International TV Distribution, The Warner Channel (società separate sono state create per l’ America Latina, l’ Asia e la regione del Pacifico, l’ Australia e la Germania) e WB International Theaters in 12 paesi.

Il redattore capo della intera divisione della carta stampata è Norman Pearlstine, anche lui ebreo. Quali riviste possiede?

Poca roba…. Time, Time Asia, Time Atlantic, Time Canada, Time Latin America, Time South Pacific, Time Money, Time For Kids, Fortune, Life (la nuova versione blanda), Sports Illustrated (e le varie versioni di Sports Illustrated come SI Women/Sport, SI International e SI For Kids), Inside Stuff, Money, Your Company, Your Future, People, Who Weekly (Australia), People en Español, Teen People, Entertainment Weekly, EW Metro, The Ticket, In Style, Southern Living, Progressive Farmer, Southern Accents, Cooking Light, Travel Leisure, Food & Wine, Your Company, Departures, Sky Guide, Vertigo, Paradox, Milestone, Mad Magazine, Parenting, Baby Talk, Baby on the Way, This Old House, Sunset, Sunset Garden Guide, Health, Hippocrates, Costal Living, Weight Watchers, Real Simple, President (Giappone) e Dancyu (Giappone).

Questo diluvio cartaceo non tiene conto delle altre decine di riviste (prevalentemente di hobbistica e tempo libero) che AOL-TW possiede nel Regno Unito e che si aggiungono a questo non disprezzabile pacchetto di case discografiche: Atlantic Group, Atlantic Classics, Atlantic Jazz, Atlantic Nashville, Atlantic Theater, Big Beat, Background, Breaking, Curb, Igloo, Lava, Mesa/Bluemoon, Modern, Rhino Records, Elektra, East West, Asylum, Elektra/Sire, Warner Brothers Records, Warner Nashville, Warner Alliance, Warner Resound, Warner Sunset, Reprise, Reprise Nashville, American Recordings, Giant, Maverick, Revolution, Qwest, Warner Music International, WEA Telegram, East West ZTT, Coalition, CGD East West, China, Continental, DRO East West, Erato, Fazer, Finlandia, MCM, Nonesuch e Teldec.

Tutto questo ben di Dio da chi è controllato e da chi è amministrato?

Potremo in futuro ancora saperlo, scriverlo, comunicarlo, o l’unica concentrazione di potere mediatico di cui sarà lecito – se non doveroso – parlare, anzi sparlare, sarà quella di Silvio Berlusconi?

E passiamo al secondo raggruppamento di “media” (con un fatturato di 27 miliardi di dollari nel 2003), vale a dire la mitica Walt Disney Company, che dal 1984 non è più della famiglia Disney, ma è passata in altre mani.

Il suo presidente e amministratore delegato e` Michael Eisner, ebreo.

La Disney per l’anno fiscale 2004 gli ha accordato un bonus della modica cifra di 7,3 milioni di dollari, perché la società avrebbe “migliorato molto” i suoi risultati finanziari rispetto ai due anni precedenti.

Partiamo dal livello televisivo dell’impero Disney, cui fanno capo: Walt Disney Television, Touchstone Television, Buena Vista Television e TV via cavo con più di 100 milioni di abbonati. Le TV locali possedute da Disney sono: WLS (Chicago), WJRT (Flint), KFSN (Fresno), KTRK (Houston), KABC (Los Angeles), WABC (New York City), WPVI (Philadelphia), WTVD (Raleigh), KGO (San Francisco) e WTVG (Toledo).

Disney possiede poi le seguenti stazioni radio: WKHX, WYAY e WDWD ad Atlanta; WMVP, WLS e WXCD a Chicago; WBAP e KSCS a Dallas; WDRQ, WJR e WPLT a Detroit; KLOS e KTZN a Los Angeles; KQRS, KXXR, KDIZ, KZNR e KZNT a St. Paul; WPLJ a New York; KSFO a San Francisco; WMAL, WJZW, e WRQX a Washington e ESPN Radio.

Per quanto riguarda il “core businnes” dell’azienda, cioè la produzione cinematografica, la Walt Disney Motion Pictures Group, controllata dalla Walt Disney Studios e capeggiata da Joseph E. Roth (anche lui ebreo), include la Walt Disney Pictures, la Touchstone Pictures, la Hollywood Pictures e la Caravan Pictures. Roth creò la Caravan Pictures (con a capo Roger Birnbaum, ebreo) nel gennaio del 1993. Disney possiede anche la Miramax Films, gestita dai fratelli ebrei Weinstein, Bob e Harvey..

Nell’agosto del 1995, Eisner acquistò anche Capital Cities/ABC, Inc., che possiede la rete televisiva ABC, la quale a sua volta controlla dieci TV locali nei grandi mercati come New York, Chicago, Philadelphia, Los Angeles, San Francisco e Houston.

In più, la ABC possiede 225 TV locali affiliate negli Stati Uniti e partecipazioni azionarie in svariate società televisive europee.

Inoltre, la ABC possiede la rete TV via cavo ESPN a capo della quale c’e` l’ebreo Steven Bornstein e controlla le reti TV via cavo Lifetime Television e A & E, con 67 millioni di abbonati ciascuna.

E’ proprietaria anche della rete di stazioni radio ABC Radio Network, la quale possiede a sua volta 26 stazioni radio AM e FM, concentrate nelle maggiori città come New York, Washington e Los Angeles, con oltre 3.400 stazioni radio affiliate (che fanno spesso uso di programmi ABC).

Anche se Capital Cities/ABC è principalmente una società di media elettronici, nel 1997 ha guadagnato più di un miliardo di dollari con i media su carta stampata.

Inoltre, la Disney possiede le case editrici Walt Disney Company, Book Publishing, Hyperion Books e Miramax Books, cui si aggiungono sei quotidiani locali, come l’Albany Democrat e il St. Louis Daily Record.

Disney se la passa bene anche nel campo delle riviste.

Sono sue: Automotive Industries, Biography (in comproprietà), Discover, Disney Adventures, Disney Magazine, ECN News, ESPN Magazine, Family Fun, Family PC, Institutional Investor, Jane, JCK, Kentucky Prairie Farmer, Kodin, Los Angeles, Multichannel News, Penny Power, Talk, Top Famille (Francia), Video Business, e Quality.

Stando ad una rilevazione del mese di Aprile 2000, fanno capo a Disney circa 700 negozi in tutto il mondo e, tanto per differenziare gli investimenti, ha cospicue partecipazioni nel settore energetico e petrolifero.

Anche in internet Disney è ben presente, controllando Buena Vista Internet Group, ABC Internet Group, ABC.com, ABCNEWS.com, Oscar.com, Mr. Showbiz, Disney Online, Disney’s Daily Blast, Disney.com, Family.com, ESPN Internet Group, ESPN.sportzone.com, Soccernet.com, NFL.com, NBA.com, Infoseek (in parte) e Disney Interactive.

La gloriosa casa produttrice Walt Disney, prima del 1984, quando è stata acquistata da Eisner, era famosa per i cartoni animati per bambini e famiglie.

Anche se mantiene ancora tutti i diritti su film che ne hanno fatto la storia, l’avvento di Eisner ha portato la società ad investire fortemente nei film per adulti, mentre le cantanti acqua e sapone, venute dal Disney Club americano, come Britney Houston e Cristina Aguilera espongono senza remore le loro grazie epidermiche, senza dimenticare il bacio lesbo con Madonna agli award di MTV.

Già, MTV!

Nel primo trimestre del 2001 MTV fu dichiarata come la rete TV più guardata da telespettatori di eta` compresa tra i 12 e i 24 anni per il sedicesimo trimestre di fila.

MTV è la TV che fa musica, video, spettacolo, tendenza…valori: sesso, droga, rock&roll, peace e love.

Di chi è MTV?

E’ di VIACOM. E cos’è VIACOM? VIACOM INC. è la numero tre nella lista delle maggiori società di media nel 1997, con un fatturato di oltre 13 miliardi di dollari (25 miliardi nel 2002), capeggiata da Sumner Redstone, nato Murray Rothstein, anche lui ebreo.

Fondata nel 1971 per aggirare una sentenza anti-monopolio della commissione federale per le telecomunicazioni (FCC), che imponeva alla CBS di vendere parte dei suoi canali TV via cavo, nel 1999, dopo che la CBS si ingrandì di nuovo con l’ennesima acquisizione di King World Productions (leader nella produzione TV indipendente), Viacom acquistò la società madre, la CBS, facendo strame delle sentenze di cartapesta contro il monopolio dei mezzi di comunicazione sociale.

Nel 1999 le vendite sono state di 12,86 miliardi di dollari ed il 70% del fatturato è stato raggiunto dall’intrattenimento e dalla televisione.

Paragonando l’andamento generale con quello di altre aziende del medesimo settore si può riscontrare come esso non sia stato entusiasmante: alla Comcast Corporation il fatturato è salito del 20,7%, alla Cablevision System Corporation del 20,8% e alla Clear Channel Communications addirittura del 96,5%.

Paradossalmente, però, nelle ultime 52 settimane di riferimento il valore di una singola azione è cresciuto di più alla Viacom che nelle altre aziende concorrenti: +21%, decisamente in controtendenza all’andamento delle azioni, ad esempio, della Clear Channel Communications, che sono diminuite di più del 30%. I dividendi non sono mai stati pagati da questa azienda negli ultimi sei anni. Potenza del gruppo!

La Viacom produce e distribuisce programmi per le tre più grosse reti televisive (CBS, NBC, ABC), possiede 13 TV e 12 stazioni radio e possiede lo studio cinematografico Paramount Pictures, diretto da Shery Lansing, anch’essa ebrea.

L’amministratore delegato della CBS che ora lavora per Redstone è Melvin A. Karmazin, dal cui cognome capirete che appartiene alla stessa etnia di Redstone (nato Rothstein) e di Shery Lansing.

Karmazin è il maggiore azionista dell’azienda che possiede la rete TV CBS Television Network, 14 TV locali presenti prevalentemente nelle maggiori citta`, 160 stazioni radio, i canali TV via cavo Country Music Television e Nashville Network e un gran numero di spazi pubblicitari (per affissione di cartelli) in tutta l’America.

La Viacom possiede anche una nutrita schiera di case editrici: Simon & Schuster, Scribner, The Free Press, Fireside, Archway Paperbacks, Minstrel Books, Anne Schwartz Books, MTV Books, Nickelodeon Books, Pocket Books e Washington Square Press.

Anche la catena Blockbuster con piu` di 4000 negozi nel mondo (inclusa la catena Video Flicks in Australia) é di Viacom.

Inoltre la Viacom è anche coinvolta in attivita` di trasmissioni satellitari, parchi di divertimento e video games.

La Viacom è inoltre famosa per essere la più grande società al mondo nella produzione e distribuzione di programmi per la TV via cavo, tramite le proprie reti come Showtime, MTV, Nickelodeon e altre.

Dal 1989 la MTV e la Nickelodeon hanno acquisito una fetta sempre più larga della audience adolescenziale e giovanile.

Beavis e Butthead sono i protagonisti di un cartone animato trasmesso su MTV e riassumono tutti i difetti dello stereotipo dell’adolescente americano (ottuso, volgare, cattivo, sporco, portatore di un consumismo sfrenato, di un maschilismo senza limiti, con un senso del rispetto praticamente assente e un’ idiozia fuori dal comune). Redstone, che personalmente possiede 76 % delle azioni Viacom, propone Beavis e Butthead come modelli adolescenziali da imitare.

MTV, che trasmette per lo più musica, accompagnata da videoclip che eccitano tutte le perversioni possibili, è il più importante promotore di meticciato culturale tra gli adolescenti e pre-adolescenti, distribuito a 210 milioni di famiglie in 71 paesi ed esercitando un’influenza preponderante sui teenagers in tutto il mondo.

Nickelodeon, con 65 millioni di abbonati, ha la maggiore audience TV nel segmento dei bambini di 4-11 anni in America e sta rapidamente espandendosi in Europa.

La maggior parte dei programmi di questa rete non è ancora scaduta al livello di MTV, ma viene usata da Redstone per abituare gradualmente i bambini alle perversioni di MTV.

Nel 2001, Nickelodeon era già da nove anni consecutivi la TV via cavo più seguita per bambini e giovani adolescenti.

La Viacom è comproprietaria con Vivendi Universal di due studi cinematografici: la United Cinemas International (UCI) e la United International Pictures (UIP).

Vivendi Universal nasce dalla fusione di Vivendi con Seagram Company Ltd., la gigantesca azienda che produce bevande alcoliche, di proprietà di Edgar Bronfman jr., figlio di Edgar Bronfman sr., il presidente del Congresso Mondiale Ebraico.

Seagram Company Ltd possedeva gli Universal Studios e Interscope Records, società che adesso appartengono alla Vivendi Universal.

Bronfman è il numero uno dell’industria discografica, perchè nel maggio del 1998 ha acquisito il controllo della PolyGram, il gigante discografico europeo, proprietaria di Deutsche Grammophon, Decca-London e di Philips Record, acquistandola per 10.6 miliardi di dollari proprio dalla societa olandese Philips.

Sommando il fatturato della PolyGram con quelli della MCA e della Vivendi Universal, Bronfman è proprietario del quarto più importante gruppo di media, con un fatturato annuo di circa 12 miliardi di dollari.

Nel Giugno del 2000, la famiglia Bronfman vendette la Seagram alla Vivendi, una società francese diretta da Jean-Marie Messier (non ebreo).

La nuova società, Vivendi Universal, mantiene Edgar Bronfman jr., come vice presidente.

Insomma due dei quattro più grossi gruppi mediatici sono nelle mani di ebrei (Disney e Viacom), mentre negli altri due la percentuale di ebrei nei posti dirigenziali è altissima, molto al di sopra della loro proporzione nella popolazione americana, che si dice sia intorno al 3-4%.

Rammentare questi fatti, significherà fare “allegazioni mendaci, disumanizzanti, demonizzanti o stereotipe degli ebrei come tali o del potere degli ebrei come collettivo, come, specificamente ma non esclusivamente, il mito […] che gli ebrei controllino i media, l’economia, il governo o altre istituzioni sociali.”?

Mito? …lo chiamano mito!?

Affrettatevi a memorizzare, perché fra un po’ tutto quello che avete letto non si potrà più dire.

Fra un po’, appunto.

Intanto noi lo diciamo: “Nullum crimen, nulla poena sine praevia lege penali.”

O almeno così ci hanno insegnato….

Effedieffe edizioni

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